Partita del torneo Pulcini, in autoarbitraggio. Marco entra in contrasto, l'avversario cade e alza la mano: "Fallo!". Marco protesta: "Ma non l'ho toccato!" L'allenatore dalla panchina guarda Marco, poi guarda la tribuna: tre genitori stanno contestando la chiamata e il dirigente arbitro a bordo campo. Marco ha imparato la protesta - non dall'allenatore, ma dalla tribuna.
Il rapporto con l'arbitro e con le regole è un tema educativo fondamentale a 9 anni. Nei Pulcini la FIGC prevede l'autoarbitraggio: sono i bambini stessi a chiamare falli e rimesse, mentre un dirigente arbitro e i tecnici delle due squadre intervengono solo per mediare e aiutare. Le decisioni contano, e l'allenatore è il primo modello.
Nei Pulcini la partita si gioca in autoarbitraggio: i giocatori riconoscono i propri falli e segnalano quelli subiti. A bordo campo c'è un dirigente arbitro (un tecnico, un dirigente o un ragazzo Allievo o Juniores formato con un corso FIGC) che interviene solo quando serve una mediazione. A volte è un ragazzo giovane, alle prime esperienze. Sbaglia - come tutti, come sbagliano i bambini quando chiamano un fallo. Ma le decisioni vanno rispettate, anche quando sono sbagliate. Perché: