Sabato mattina, ore 8:30. La partita è alle 10. Andrea è già sveglio da un'ora. Non ha mangiato colazione. Ha mal di pancia. Dice alla mamma: "Non mi sento bene, forse non dovrei giocare". La mamma lo conosce: non è malato. È in ansia. In macchina Andrea non parla. Arriva allo spogliatoio pallido. Il mister lo saluta: "Andrea, pronti per oggi?". Andrea annuisce ma le mani tremano. Quarantacinque minuti dopo, alla fine del primo tempo, Andrea ha fatto due assist. L'ansia è svanita. Ma domani, al prossimo sabato, tutto ricomincerà.
L'ansia pre-partita non è un difetto né una debolezza. È una risposta fisiologica del sistema nervoso autonomo: il corpo si prepara a una situazione percepita come importante e potenzialmente minacciosa. L'adrenalina aumenta, il cuore accelera, lo stomaco si chiude, i muscoli si tendono.
La psicologia dello sport distingue tra: