Due ragazzi ricevono la stessa palla, dalla stessa distanza, con lo stesso piede. Il primo controlla, la palla rimbalza a un metro, deve fare un secondo tocco per rimetterla sotto controllo. Ha perso un secondo. Il secondo controlla, la palla resta incollata al piede, già orientata verso la porta. Ha guadagnato un secondo. Nel calcio moderno, quel secondo è la differenza tra chi gioca e chi corre dietro al gioco. Il primo tocco è il gesto più sottovalutato e più importante del calcio.
L'analisi delle partite professionistiche rivela un dato impressionante: i migliori giocatori del mondo completano il 75-80% delle loro azioni con uno o due tocchi. Il primo tocco determina tutto ciò che segue: se è buono, il giocatore ha tempo, spazio e opzioni. Se è cattivo, è in ritardo prima ancora di aver fatto qualcosa.
A 10 anni il primo tocco deve diventare il chiodo fisso della preparazione tecnica. Non perché gli altri gesti non contino, ma perché senza un buon primo tocco tutti gli altri gesti partono in svantaggio.