Terzo minuto del secondo tempo. Giacomo subisce un fallo duro. Si rialza con gli occhi iniettati di sangue, corre verso l'avversario, lo spintona. L'arbitro estrae il cartellino rosso. Giacomo scoppia a piangere - non per il cartellino, ma perché si rende conto di aver perso il controllo e non capisce come sia successo. Dieci minuti dopo, nello spogliatoio, è ancora tremante. "Mister, io non volevo". E l'allenatore sa che dice la verità: Giacomo non voleva. Ma a 11 anni, tra il sentire e il reagire, non c'è ancora un filtro abbastanza forte.
Come abbiamo visto nel modulo 1, il sistema limbico è già maturo mentre la corteccia prefrontale è in costruzione. Questo squilibrio rende le emozioni a 11 anni:
La più visibile è la più pericolosa. Si manifesta con: aggressività verso avversari, proteste con l'arbitro, gesti di frustrazione (calciare il palo, tirare le scarpe), litigi con i compagni.