Fine partita. Avete perso 3-1. Nello spogliatoio state facendo il vostro discorso quando un genitore apre la porta: "Mister, posso?" Senza aspettare risposta, entra e dice davanti a tutti: "Perché mio figlio ha giocato solo trenta minuti? L'anno scorso era titolare!" I ragazzi vi guardano. Il genitore vi guarda. Vostro figlio - quello del genitore - guarda il pavimento. In quel momento siete un allenatore, un educatore, un mediatore e un diplomatico. Tutto contemporaneamente.
A 12 anni, quando inizia la vera selezione (chi andrà ai Giovanissimi? chi verrà scartato?), l'ansia dei genitori si amplifica. La posta in gioco percepita sale: non è più "gioca per divertirsi" - è "se non gioca adesso, la carriera è finita". Questa percezione è quasi sempre distorta, ma è reale per il genitore.
Attenzione: la maggioranza dei genitori è collaborativa e positiva. Ma i pochi problematici assorbono il 90% dell'energia dell'allenatore.