Sabato sera. I compagni di classe sono al cinema, poi pizza. Tommaso è a letto alle 22:30 perché domani ha la partita alle 10. Lunedì, a scuola, i racconti della serata lo escludono. Non è la prima volta. Negli ultimi tre anni, Tommaso ha rinunciato a compleanni, feste, vacanze, weekend al mare. Non si lamenta - è una scelta. Ma qualche volta, nel silenzio della sua stanza, si chiede: "Ne vale la pena?"
La ricerca sulla psicologia dello sport riconosce che gli atleti adolescenti di alto livello vivono una condizione di isolamento sociale strutturale: non è un incidente - è una conseguenza necessaria dell'impegno agonistico.
Il primo passo è riconoscere che la solitudine esiste e che è legittima. Non banalizzare ("Dai, hai i tuoi compagni di squadra") e non drammatizzare ("Se non ce la fai, forse non è la tua strada").