Il vostro trequartista riceve palla tra le linee, spalle alla porta. Ha fatto un ottimo movimento per smarcarsi. Il passaggio è preciso. Ma nel momento in cui controlla, il centrocampista avversario - 5 kg più pesante, 3 cm più alto - gli si pianta addosso con la spalla. Il vostro ragazzo barcolla, perde l'equilibrio, il pallone gli scappa. Fallo? No, contrasto regolare. Il difensore ha usato il corpo, non le braccia. La palla è sua. Trenta secondi dopo, stessa scena con un altro dei vostri: questa volta il ragazzo riceve, sente arrivare il contatto, abbassa il baricentro, protegge la palla con il corpo interponendosi tra avversario e pallone, ruota e gioca il passaggio. Stesso contatto fisico - risultato opposto. A 16 anni il gioco diventa fisico. I difensori contrastano con il corpo, gli attaccanti devono proteggere la palla, i centrocampisti lottano su ogni pallone. La tecnica senza fisicità non basta più. Ma la fisicità senza tecnica è solo aggressività. La competenza è unire le due cose: tecnica nel contatto.
"A 16 anni il calcio diventa fisico - il contatto è parte del gioco. Stiamo insegnando a vostro figlio due cose: come proteggere la palla usando il corpo come scudo, e come contrastare in modo pulito senza fare fallo. Non è aggressività - è una competenza tecnica precisa. Nel calcio adulto chi non sa gestire il contatto fisico non riesce a esprimersi. Se dopo l'allenamento vostro figlio ha qualche livido o è un po' indolenzito, fa parte della preparazione. Lavoriamo sempre sulla sicurezza e sulla correttezza del contatto: niente gomitate, niente scivolate pericolose, solo uso intelligente del corpo."