Seduta del venerdì, vigilia della partita. Guardate i vostri ragazzi durante il riscaldamento libero. Ognuno si muove a modo suo. Marco, il mediano, tocca palla con una pulizia chirurgica: passaggi al millimetro, mai un tocco fuori posto, tutto essenziale. Luca, l'ala, è l'opposto: dribbling, finte, numeri, la palla sembra incollata al piede ma il passaggio non sempre arriva. Andrea, il centrale, non farà mai un sombrero in vita sua - ma sul contrasto aereo e sul lancio lungo è il migliore della categoria. Tre giocatori, tre stili completamente diversi. E tutti e tre sono efficaci. Per anni li avete allenati con gli stessi esercizi, le stesse correzioni, gli stessi principi tecnici di base. Ma ora, a 16 anni, alla fine del percorso nel settore giovanile, guardate il risultato: non sono tre copie dello stesso giocatore - sono tre individui con un proprio stile tecnico. E questo è esattamente come deve essere. Questo è l'ultimo modulo tecnico dell'intero percorso formativo. Non parliamo più di cosa insegnare, ma di cosa riconoscere e valorizzare: lo stile personale di ogni giocatore.
A 16 anni ogni giocatore ha sviluppato un modo unico di giocare. Questo stile è il risultato di anni di allenamento, caratteristiche fisiche, personalità, modelli di riferimento e preferenze individuali.
Non ogni stile si adatta a ogni ruolo. A 16 anni allenatore e giocatore devono trovare il ruolo dove lo stile personale si esprime al massimo.