"Io in porta non ci vado!" grida Francesco, incrociando le braccia. "Il portiere è quello che non sa giocare!" aggiunge Matteo. Due reazioni opposte alla stessa proposta - e entrambe sbagliate. Il portiere non è una punizione, non è un ripiego, e non è un ruolo da evitare. A 6 anni la regola è chiara: TUTTI vanno in porta a turno. Nessun bambino è "il portiere fisso" e nessuno è "esonerato" dal ruolo.
Nessuna specializzazione precoce. A 6 anni nessun bambino ha le caratteristiche definitive per essere un portiere. Il corpo cambia, le proporzioni cambiano, le attitudini cambiano. Il bambino che oggi è alto per la sua età potrebbe non esserlo a 14 anni. Il bambino che oggi sembra "lento" potrebbe diventare il più reattivo a 12 anni. Fissare il ruolo a 6 anni è un errore pedagogico.
Sviluppo completo. Il ruolo del portiere sviluppa capacità che il giocatore di movimento non allena (o allena poco): prese, tuffi, reattività con le mani, lancio con le mani, lettura della traiettoria della palla in aria. Ogni bambino che va in porta arricchisce il suo repertorio motorio.