Due ragazzi della stessa squadra. Stessa età, stesso ruolo, stessa squadra. Daniele arriva all'allenamento 20 minuti prima, chiede al mister cosa deve migliorare, dopo la partita riguarda i video delle sue azioni. Pietro arriva all'ultimo secondo, fa il minimo indispensabile, dopo la partita commenta solo il risultato. A settembre erano allo stesso livello. A marzo Daniele è migliorato in modo visibile: passaggio più preciso, posizionamento migliore, comunicazione in campo. Pietro è rimasto uguale - forse è addirittura peggiorato rispetto alla media del gruppo. La differenza non è il talento. È il mindset - l'atteggiamento mentale verso il miglioramento.
La psicologa di Stanford Carol Dweck distingue due mentalità:
Duckworth definisce la grit come la combinazione di passione (interesse duraturo) e perseveranza (sforzo costante nel tempo). La sua ricerca mostra che la grit è un predittore di successo più affidabile del talento misurato.